Francesca Valori

Psicologa · Psicoterapeuta · Mental Coach Sportivo

FrancescaValori

Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-Costruttivista

Psicologa dello Sport

Puoi cambiare solo te stesso, ma questo cambierà ogni cosa.

G. Goldstein
Francesca Valori, psicologa e psicoterapeuta
Psicologa dello Sport
Ritratto di Francesca Valori, psicologa a Pontedera

Chi sono

Sono Francesca Valori

Inizio come psicologa clinica, mi perfeziono in psicologia dello sport, successivamente mi specializzo come psicoterapeuta cognitivo-costruttivista.

Opero in ambiti diversi ma accomunati dalla convinzione che le persone hanno grandi risorse da scoprire e utilizzare per dare vita al proprio benessere personale e alla migliore forma possibile di sé nei vari contesti di vita in cui si muovono.

Svolgo la mia professione con profonda passione, rispetto e senza giudizio verso chi si rivolge a me, con le proprie difficoltà, storie e vissuti.

Psicologa Clinica
Psicoterapeuta Cognitivo-Costruttivista
Psicologa dello Sport — Membro FIPSIS

Servizi

Percorsi su misura per il tuo benessere

Tre ambiti di intervento pensati per accompagnarti, con il giusto livello di supporto, nei diversi momenti della vita.

Pietre in equilibrio, simbolo di benessere psicologico01

Salute e benessere psicologico

Cicli d'incontri esperienziali che hanno l'obiettivo di migliorare la qualità della vita della persona attraverso la scoperta ed il potenziamento delle proprie risorse psicologiche.

  • Percorsi individuali o di gruppo di gestione dello stress
  • Percorsi individuali o di gruppo di rilassamento corporeo e consapevolezza emotiva
  • Gruppi di arricchimento monotematici
  • Progetto “In cammino...”

Questi incontri hanno lo scopo di invitare la persona a “prendersi cura di sé” quando i sintomi del malessere sono ancora lievi, ma sufficienti a creare distress, in un'ottica quindi preventiva rispetto ad un disagio più profondo.

Mani che si sostengono, simbolo di sostegno psicologico02

Sostegno psicologico

Questo tipo di percorso accompagna la persona in una fase critica di vita, percepita con una certa urgenza e peso emotivo, rispetto alla quale non vi è possibilità altra se non “accettare”. L'obiettivo è quello di aiutare la persona — e su richiesta anche i propri familiari — a convivere nel miglior modo possibile con la condizione presentata.

  • Perdita ed elaborazione del lutto
  • Invalidità
  • Malattie neurodegenerative
  • Malattie oncologiche

Queste condizioni possono portare a reazioni emotive soggettive e che non possono quindi essere generalizzate rispetto al grado di sofferenza e al modo in cui il dolore e la propria condizione vengono percepiti e affrontati dalla persona che li sta vivendo. Tuttavia spesso si assiste alla tendenza a chiudersi in sé stessi, comportando un aumento del disagio vissuto. La possibilità di dare parola al proprio vissuto in uno spazio di ascolto e accoglienza non cambia certamente la contingenza, ma aiuta la persona a “farci i conti”.

Percorso di psicoterapia cognitivo-costruttivista03

Psicoterapia

Solitamente una persona decide di andare in terapia quando sente un blocco o una difficoltà persistente nello svolgimento delle proprie attività personali, nei propri contesti di vita, come il lavoro o le relazioni.

  • Disturbi d'ansia e attacchi di panico
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Difficoltà relazionali
  • Disturbi dell'umore
  • Disturbi psicosomatici

Tale condizione può essere accompagnata da un sintomo preciso, come il panico o l'ansia, ma può accadere anche di non essere in grado di “leggere” il proprio problema e di rendersi conto che l'unica cosa certa è che si soffre, nonostante non si capisca il perché o da dove arrivi tutto ciò. Ci si può sentire insoddisfatti o disorientati, oppure depressi, o ancora vuoti o arrabbiati... Gli scenari possibili sono tanti e unici, perché unica è la persona che lo sta vivendo e che lo riferisce dal proprio punto di vista e in base alla propria esperienza.

Quando questi scenari bloccano la persona significa che la limitano e le impediscono di sentirsi realizzata rispetto a sé e in relazione con gli altri: in questi casi può rendersi utile iniziare un percorso psicoterapeutico.

Psicologia dello Sport & Mental Coaching

Preparazione mentale per atleti, allenatori e squadre

La psicologia dello sport si rivolge a tutti coloro che praticano o vivono di sport in tutte le sue declinazioni possibili: performance, risultati, benessere, crescita, educazione, formazione. È dunque rivolta a tutti coloro che fanno parte di questo mondo: atleti — dilettanti e professionisti, individuali o di squadra — allenatori, dirigenti, genitori, federazioni.

Lo psicologo dello sport è un professionista laureato in psicologia che si è specializzato in ambito sportivo. All'interno di questo contesto, molti sono i possibili interventi: preparazione mentale (o mental coaching), promozione del benessere, facilitazione delle relazioni nelle società, gestione psicologica del settore giovanile, formazione dello staff tecnico, supporto consulenziale alle federazioni sportive.

Mental coaching per atleti

Se sei un atleta e ti capita di

  • avere difficoltà di concentrazione in allenamento e in gara
  • subire l'ansia, lo stress e la paura della gara, non riuscendo ad attingere alle risorse che hai allenato
  • avere una scarsa fiducia in te stesso e nelle tue potenzialità
  • rimanere ancorato all'errore, alla sconfitta e alla delusione che ne consegue
  • essere nel bel mezzo di un infortunio e “vedere tutto nero”
  • fallire negli appuntamenti importanti, dove ti viene richiesto di essere al massimo, o pensare di non farcela
  • accontentarti di quello che arriva, sentendoti alla fine insoddisfatto

Lo psicologo dello sport può aiutarti! Viene effettuata una valutazione iniziale per creare un profilo dell'atleta che evidenzi le risorse, i punti di forza, le aree di miglioramento e gli obiettivi che intende raggiungere. Successivamente viene strutturato il programma di allenamento mentale calibrato sul profilo dell'atleta e sulla disciplina praticata.

Lo scopo della preparazione mentale è quello di aiutare l'atleta a prendere consapevolezza di ciò che accade all'interno del proprio corpo e della propria mente e ad utilizzare in maniera adeguata i segnali che provengono da essi, per la costruzione di uno stato mentale che renda reale il proprio potenziale.

Ci sono delle abilità mentali che ogni atleta dovrebbe allenare, in quanto gli permettono — insieme all'allenamento fisico, tecnico e strategico — di performare come desidera. Attraverso delle tecniche che, una volta apprese, divengono bagaglio personale dell'atleta, il quale potrà utilizzarle ogni qualvolta ne avrà bisogno e in completa autonomia.

Il lavoro di allenamento mentale può essere rivolto anche alla squadra, ossia all'intera formazione di giocatori e giocatrici, con l'obiettivo di incrementare la performance del gruppo. Gli aspetti che normalmente richiedono un intervento possono essere: il bisogno di mantenere una costante motivazione da parte di tutti i membri, il bisogno di creare un clima di fiducia, coesione e senso di appartenenza al gruppo, la necessità di migliorare i processi comunicativi fra i compagni e/o con l'allenatore.

Supporto psicologico per allenatori

Se sei un allenatore e ti capita di

  • non riuscire a tirare fuori il meglio dai tuoi atleti
  • non sapere come gestire gli alti e bassi dei tuoi atleti, così come i loro blocchi emotivi durante la competizione
  • non riuscire a convogliare l'attenzione e a far mantenere la concentrazione dei tuoi atleti sugli aspetti tecnici o strategici in un momento difficile della competizione
  • sentirti carente di strategie per influenzare positivamente la mentalità e l'atteggiamento dei tuoi giocatori

Lo psicologo dello sport può aiutarti! In tutti questi casi è importante sviluppare conoscenze e competenze che aiutino l'allenatore a far performare i propri atleti.

José Mourinho dice: “Un allenatore deve essere tutto: un tattico, motivatore, leader, metodologo, psicologo. Un allenatore che sa solo di calcio, non è di livello superiore. Ogni allenatore sa di calcio, la differenza riguarda altre aree.”

Quali aree? Ad esempio conoscere come l'atleta funziona, quali abilità mentali e componenti psicologiche ed emotive entrano in gioco influenzando la prestazione, e secondo quali meccanismi; in che modo l'allenatore comunica e costruisce la propria relazione con i suoi atleti, essendo una comunicazione efficace e una buona relazione aspetti che influenzano positivamente la prestazione degli atleti.

Supporto psicologico per chi si allena in palestra

Lo psicologo in palestra

Lo sport non è solo gare e risultati, ma anche sfida con sé stessi legata al benessere e alla propria salute! Se sei una persona che segue programmi di personal training per restare in forma o per motivi di salute (come ad esempio la perdita di peso), lo psicologo dello sport può offrirti il suo supporto nel tuo programma sportivo per mantenere costante la tua motivazione e aiutarti a “scardinare” tutti quei meccanismi che possono interferire con il raggiungimento dei tuoi obiettivi.

L'intervento dello psicologo dello sport può essere di grande aiuto anche per tutti coloro che stanno recuperando da un infortunio. L'intervento si focalizza sul trauma, sulle paure, sull'ansia da prestazione e sulla perdita di autostima che spesso rendono difficile il ritorno all'attività, ben oltre i tempi fisiologici della riabilitazione fisica. Il supporto non avviene solo tramite sedute di colloquio, ma anche attraverso l'utilizzo di tecniche (imagery, goal setting, rilassamento e visualizzazioni) che si integrano e supportano il programma sportivo elaborato dal personal trainer.

Progetti

Iniziative, percorsi e workshop

Alcuni dei progetti che ho ideato e condotto, tra studio, palestra e contesti naturali.

Progetto Staffetta Vincente: atleta, allenatore e genitori
Atleta · Allenatore · Genitori01

Staffetta Vincente

Un percorso educativo e formativo che coinvolge atleta, allenatore e genitori in un'unica squadra, con l'obiettivo di far crescere l'atleta come persona e come sportivo.

“La forza di una squadra è quella di remare con fiducia, in maniera coesa, nella stessa direzione, verso un obiettivo comune.” Queste sono alcune caratteristiche riconosciute come fondamentali per le squadre di discipline sportive... ma in questo caso non si fa riferimento ad un gruppo di giocatori o giocatrici di uno sport di squadra, bensì ad una formazione particolare: atleta, allenatore, genitori.

In questa formazione l'atleta rappresenta indubbiamente la centralità e il punto d'interesse comune per l'allenatore e la sua famiglia. L'obiettivo infatti è quello di impegnarsi a farlo crescere come persona e sportivo. Affinché questa formazione risulti una staffetta vincente, ognuno deve poter compiere la propria parte al meglio: per l'atleta significa esprimersi efficacemente nel rispetto delle proprie possibilità, per l'allenatore e i genitori significa creare tali condizioni con competenza e nel rispetto del proprio ruolo.

Il mio punto di vista è esclusivamente psicologico, e deriva dall'esperienza sul campo come ex atleta, ex allenatore ed ora psicologa dello sport.

L'atleta, per essere performante e quindi per poter esprimere il proprio potenziale in prestazione reale, oltre l'aspetto tecnico, fisico e strategico, ha bisogno di curare anche l'aspetto psicologico e mentale. Ciò vuol dire metterlo in condizione di sviluppare e rinforzare tutte quelle abilità di base come l'attenzione, la concentrazione e la gestione emotiva in gara, per fare qualche esempio.

L'allenatore, che lo guida verso l'obiettivo desiderato, oltre alla propria competenza tecnica, deve saper sviluppare e rinforzare autostima ed autoefficacia nei suoi atleti, così come saper comunicare e gestire le proprie emozioni e quelle del proprio atleta in modo efficace, in particolar modo in alcuni momenti cruciali della sua vita sportiva.

La famiglia, nella fattispecie i genitori dell'atleta, deve saper sostenere il figlio nella pratica quotidiana e al momento della competizione nel modo più incisivo ma meno invasivo possibile.

Il progetto ha una chiara connotazione educativa e formativa e si propone di fornire a tutte le parti in gioco un ciclo di incontri mirati con lo scopo di sviluppare capacità e competenze specifiche.

Workshop Allena.menti consapevoli presso Be Active studio
Workshop · Be Active Studio02

Allena.menti consapevoli

Workshop in due incontri, nato presso Be Active studio, per allenare la mente di chi fa sport: obiettivi, limiti, concentrazione e dialogo interno.

Il workshop prende forma tra le quattro mura di Be Active studio, in risposta a situazioni che molto spesso si riscontrano in coloro che praticano sport: fatica ad essere costanti nel proprio programma sportivo, difficoltà nel raggiungere un obiettivo desiderato, difficoltà nel provare a superare i propri limiti o paura di fallire.

Il workshop si articola in due incontri per parlare di alcuni aspetti mentali che condizionano la prestazione in senso positivo o negativo, a cominciare da una buona formulazione degli obiettivi, andando a indagare i limiti che si possono incontrare e che possono ostacolare il raggiungimento della meta o l'uscita dalla propria zona di comfort, per passare poi allo specifico di quegli aspetti che sono determinanti durante l'esecuzione fisica in allenamento e in competizione, come la concentrazione e il dialogo interno.

A tutti coloro che praticano sport a vari livelli (agonistico e non) e per svariati motivi: benessere, salute, ricerca di un risultato prestativo.

Conoscere il potenziale della nostra mente e in particolare comprendere che siamo noi stessi gli artefici delle nostre prestazioni, e apprendere degli strumenti pratici che possono essere riutilizzati autonomamente nei propri contesti di allenamento e gara.

Percorso In cammino: gestione dello stress in gruppo
Percorso di gruppo · 8 incontri03

Gestione dello stress — “In cammino”

Otto incontri esperienziali in gruppo — sei in aula e due outdoor in contesto naturale — per imparare ad affrontare situazioni stressanti con maggiore consapevolezza.

8 incontri esperienziali in gruppo (6 in aula, 2 outdoor in contesto naturale) durante i quali si apprendono competenze e strumenti per imparare ad affrontare situazioni difficili e/o stressanti e divenire più consapevoli dell'interazione mente-corpo.

  • Tecniche di varia natura (mindfulness, respiro, rilassamento, visualizzazione)
  • Esperienze pratiche in contesto outdoor (sentieri naturalistici o di montagna)
  • Condivisione tra i partecipanti del percorso
  • Esercizi da poter svolgere in autonomia a casa durante la settimana
  • Perché ognuno di noi compie ogni giorno il proprio cammino personale di vita, fatto di scelte, relazioni, doveri e piaceri... e lungo la strada si possono vivere situazioni difficili percepite come stressanti, che non permettono di percorrere il proprio viaggio personale come vorremmo e potremmo.
  • Perché useremo il cammino e il contesto naturale come mezzi, ossia come esperienze che ci permetteranno di prendere contatto con noi stessi e di acquisire in primis consapevolezza, uno degli strumenti principali di questo percorso.
  • Perché il viaggio che faremo è un cammino fatto di diverse tappe, che porterà ad una crescente conoscenza di sé e all'acquisizione di diversi strumenti per fronteggiare lo stress.

Stress è una parola che sempre più frequentemente fa parte del nostro vocabolario quotidiano, ed ognuno di noi la usa per descrivere la propria esperienza soggettiva in relazione ad alcune circostanze, legate al lavoro, alle relazioni, alle scelte di vita, ai doveri.

Siamo abituati ad una connotazione negativa di questo termine, ma in realtà è una risposta normale da parte del nostro organismo a qualsiasi richiesta gli venga imposta dall'ambiente. Che cosa facciamo in pratica? Ci prepariamo ad affrontare quella situazione che ci sta creando difficoltà. In questo caso si parla di “eustress”, cioè di stress positivo, perché l'organismo si prepara a rispondere alla situazione che si presenta.

Tuttavia non sempre riusciamo a farlo efficacemente, perché non riusciamo ad adattarci o perché la fonte di stress perdura nel tempo e le nostre energie per affrontarlo si esauriscono, compromettendo il proprio benessere. In questo caso si parla di stress negativo o “distress”, che può diventare cronico, provocando a lungo andare l'insorgenza di patologie fisiche o psichiche.

Ciò che è importante sapere è che non è tanto il potenziale stimolo stressogeno in sé a determinare il nostro livello di stress, quanto il nostro modo di percepire, affrontare e cercare di risolvere il problema che viviamo e il nostro livello di consapevolezza su quanto succede in queste situazioni.

Pertanto, se riteniamo che le risorse a nostra disposizione siano sufficienti per reagire alla situazione, si genera stress positivo, che ci mette nelle condizioni di agire al meglio. Se riteniamo invece che le risorse a farvi fronte non siano sufficienti, si genera stress negativo e le ripercussioni sul nostro benessere psico-fisico possono essere rilevanti.

Da molti sintomi! A cominciare da quelli fisici, veicolati dal nostro corpo, come mal di testa, mal di schiena, problemi intestinali, tensione nel collo e nelle spalle, dolore allo stomaco, tachicardia, problemi di sonno, stanchezza, capogiri, perdita di appetito; per continuare con sintomi emozionali come tensione, rabbia, nervosismo, ansia, pianto frequente, infelicità, senso di impotenza, predisposizione ad agitarsi o sentirsi sconvolti; sintomi comportamentali come il digrignare i denti, mangiare compulsivamente, assumere più frequentemente alcolici o fumare di più, atteggiarsi criticamente verso gli altri, avere difficoltà a portare a termine i compiti; per terminare con sintomi cognitivi come la difficoltà a pensare in maniera chiara o a prendere decisioni, essere costantemente distratti o preoccupati, perdere il senso dell'umorismo, difficoltà di memoria.

Perché lo stress fa parte dell'esistenza umana e quindi ci ritroveremo costantemente a dover far fronte a situazioni nuove o difficili che richiederanno di mettere in gioco le nostre risorse. Per farvi fronte è importante imparare a rispondere a queste situazioni prima ancora che reagire in maniera automatica ma spesso inefficace, o aspettare che passi distraendosi: per farlo è necessario sviluppare consapevolezza, imparare ad ascoltarsi, imparare a riconoscere i propri bisogni e a trasformare il nostro modo di vedere le cose, per poter produrre la miglior risposta allo stress per noi.

Percorso RESPIRA!: gestione dello stress online
Percorso online · 5 incontri su Zoom04

RESPIRA! — Gestione dello stress online

Un ciclo di 5 incontri esperienziali di gruppo, online su Zoom, nato durante l'emergenza Covid come strumento per coltivare il proprio benessere ogni giorno.

Un percorso nato in un anno segnato dall'emergenza Covid, che ha prodotto anche un'emergenza psicologica. Il percorso nasce però anche come strumento per coltivare il proprio benessere ogni giorno! Risulta quindi efficace sia in una situazione di emergenza che deve essere gestita sul momento, sia in ottica preventiva.

Il percorso si articola in un ciclo di 5 incontri esperienziali di gruppo, in forma online su piattaforma Zoom. Ad ogni incontro si affronta un tema chiave:

  • Vivere il momento presente
  • Tenere a mente il corpo
  • Il panorama sonoro dei pensieri
  • Esplorare le difficoltà
  • I nostri bisogni

Un ciclo di 4 incontri per ritrovare il benessere psicofisico in contesto naturale. Il percorso mette al centro l'azione del corpo come strumento per trasformare lo stress, le tensioni e i pensieri negativi in benessere, energia e positività, attraverso il movimento, il respiro, l'ascolto e la condivisione.

Ogni incontro prevede un'attività di movimento diversa, abbinata ad una sessione di respiro e ascolto del corpo. L'esperienza motoria varia ogni volta, con un impegno fisico graduale ma sempre alla portata di tutti.

Locandina iniziativa Atleta al Centro 2023
Iniziativa sportiva05

Atleta al Centro 2023

Iniziativa dedicata al benessere e alla preparazione mentale degli atleti, edizione 2023.

Locandina iniziativa Atleta al Centro 2024
Iniziativa sportiva06

Atleta al Centro 2024

Iniziativa dedicata al benessere e alla preparazione mentale degli atleti, edizione 2024.

Testimonianze

Le parole di chi ha fatto un percorso con me

Esperienze di atleti, allenatori e persone che hanno scelto di prendersi cura del proprio benessere.

Mattia Atleta agonistaAlessia Atleta agonistaBarbara Genitore e dirigente società di nuoto agonisticaFabio Atleta agonistaLuca Atleta agonistaFrancesco Atleta agonistaValentina Percorso di psicoterapiaClaudia, 56 anni Ricercatrice universitaria — Percorso “RESPIRA!”
Sport
Il percorso svolto con Francesca mi ha aiutato in molte situazioni a livello agonistico. Volevo smettere di nuotare e invece, facendomi aiutare, sono riuscito a far sì che le mie debolezze si trasformassero in punti di forza. Dopo un anno di lavoro, sono riuscito a trovare la serenità e grazie a questa sono arrivati anche i miglioramenti nelle mie prestazioni sportive. Il percorso fatto insieme mi è servito anche “fuori dall'acqua”. Grazie mille!
Mattia, atleta agonista

Mattia

Atleta agonista

Sport
Il lavoro che ho svolto con Francesca nella preparazione di una gara, per me importante, aveva lo scopo principale di focalizzare l'attenzione sulle varie fasi della stessa. Creare mentalmente la gara che volevo fare mi ha permesso di acquisire maggiore sicurezza e determinazione, riducendo così lo stato d'ansia e dandomi la possibilità di gestire la competizione con maggiore convinzione mentale. In quell'occasione ho registrato il mio personal best.
Alessia, atleta agonista

Alessia

Atleta agonista

Sport
Chi ha scelto lo sport del nuoto agonistico sa che il vero competitor è sé stesso. Per i nostri figli, anche se a fin di bene, spesso noi genitori siamo aggravanti del loro stato mentale. Ecco perché è importante svolgere il progetto in concomitanza: per i ragazzi è un percorso introspettivo personale e per i genitori è un buon incentivo a fermarsi a riflettere se il comportamento o le frasi che si dicono possono creare dinamiche che spesso si riflettono in vasca, oppure è importante cercare di cogliere i segnali che i figli ci stanno lanciando e che noi fatichiamo a vedere.
Barbara, genitore e dirigente sportiva

Barbara

Genitore e dirigente società di nuoto agonistica

Sport
Un agonista senza un obiettivo non è un agonista, questo è chiaro a tutti. Ma il più delle volte questo obiettivo resta un'ombra, qualcosa di vago e non definito. Lavorare con Francesca mi è servito a dare una forma concreta e scritta a questo obiettivo. In ogni gara, prima di partire, sapevo esattamente cosa volevo ottenere e cosa fare per ottenerlo, e il più delle volte ci riuscivo. Questo percorso mi ha portato a registrare tempi che a inizio stagione non avrei mai ritenuto possibili. Ritengo perciò la preparazione psicologica, e in particolare la preparazione per obiettivi, di fondamentale importanza per lo sport.
Fabio, atleta agonista

Fabio

Atleta agonista

Sport
Non è mai stato facile affrontare e soprattutto gestire a mio favore le emozioni... la paura di deludere te stesso e gli altri... Parlarne è stata la soluzione più indicata, soprattutto all'inizio. Durante l'anno abbiamo sempre cercato di trovare il modo o le parole che riuscissero ad accendermi prima della gara. Siamo riusciti a trovare il metodo giusto e, come un bambino che impara a camminare, poi l'ho applicato anche quando le nostre strade si erano divise. Francesca è stata l'unica allenatrice con cui si poteva affrontare un tema del genere — anche perché era l'unica qualificata in campo psicologico — faccio tesoro dei suoi consigli e dei suoi insegnamenti, portandoli con me a Tokyo.
Luca, atleta agonista

Luca

Atleta agonista

Sport
Francesca mi ha seguito dal 2014 al 2018, con l'ultima mia stagione agonistica caratterizzata da numerosi record personali. Alla base di questi successi c'era il grande legame creatosi con lei, che ha poi determinato una perfetta preparazione e attitudine, mentale e fisica, alla gara, disegnata sulla mia personalità e i miei obiettivi. In particolare abbiamo elaborato insieme una strategia (“la strategia della bolla”), venuta fuori dopo un lungo sfogo da parte mia con Francesca, dove le facevo presente le mie insicurezze e le mie debolezze quando mi trovavo in competizione con gli altri. Questa strategia riuscì a creare dentro di me una zona asettica, dove fare focus sulla gara, che poi riproponevo anche in allenamento come esercizio. Con il tempo ho fatto mia questa tecnica e, su consiglio di Francesca, ho provato ad applicarla anche alle attività fuori dal nuoto, come la scuola o il lavoro, esercitandomi a gestirla in situazioni differenti e a creare così la mia strategia vincente in ogni occasione.
Francesco, atleta agonista

Francesco

Atleta agonista

Percorso personale
Avevo bisogno di aiuto. E lo sapevo. Ero finita in un labirinto, senza esattamente sapere come, avendo forse vagamente un'idea del quando, ma in quel labirinto continuavo a girare a vuoto. Scappavo da mostri che mi terrorizzavano e quando non scappavo da loro semplicemente ero e mi sentivo persa. Nel mio anno di psicoterapia ho riconosciuto quali strumenti mi fossero necessari per smontare quelle pareti che vedevo intorno a me — sbarre di una gabbia che mi ero accuratamente costruita da sola. Quando ho iniziato gli incontri, non mi sentivo a fuoco, non mi vedevo più. Settimana dopo settimana, l'immagine nel mio specchio è tornata nitida, ha ripreso contorni e colori, è tornata chiara e sicura. Il labirinto in cui mi ero rinchiusa l'abbiamo smantellato, i mostri li abbiamo imparati a chiamare per nome e li abbiamo cacciati. In ogni momento difficile e in ogni piccola, gigantesca vittoria non ero da sola: tutto era condivisibile e condiviso. Avevo bisogno d'aiuto. E l'ho trovato.
Valentina, percorso di psicoterapia

Valentina

Percorso di psicoterapia

Percorso personale
Ho conosciuto Francesca nel 2020, partecipando al suo percorso di prevenzione e gestione dello stress, “RESPIRA!”: un incontro e un percorso che hanno rappresentato per me un'importantissima chiave di svolta. Ho cominciato ad imparare a comprendermi meglio, a guardarmi dentro, a fermarmi e a riflettere: qualcosa che non è certo facile, se per tutta la vita non lo hai mai fatto. Ho scoperto l'importanza che può avere il respirare con una nuova consapevolezza: ascoltare il proprio corpo, i segnali che manda. E poi la scoperta che tutti, sì proprio tutti, abbiamo una cassetta degli attrezzi da utilizzare per fronteggiare le piccole e grandi difficoltà che la vita ci presenta ogni giorno, senza soccombere all'ansia, allo stress, alla paura, senza farsi schiacciare. Con professionalità, empatia e un'enorme carica di simpatia, Francesca ha saputo trasmettermi tutto questo.
Claudia, ricercatrice universitaria

Claudia, 56 anni

Ricercatrice universitaria — Percorso “RESPIRA!”

FAQ

Domande frequenti

Alcune risposte alle domande più comuni sul mio metodo di lavoro e su come si svolge un percorso.

Il mio metodo segue l'approccio cognitivo-costruttivista. Significa che il mio lavoro non consiste nel dare consigli o nell'eliminare gli aspetti sintomatici del problema che una persona presenta, come se fossero un oggetto da rimuovere.

Tali aspetti hanno una funzione nella nostra vita e rappresentano il modo migliore che abbiamo trovato per restare in equilibrio finora. La loro risoluzione è legata strettamente alla comprensione di noi stessi, perché tutto ciò che viviamo è il risultato del nostro vedere e sentire le cose.

Invece di chiederti perché ti capitano sempre le stesse cose, chiediti perché scegli sempre gli stessi percorsi.

Al fine di promuovere un cambiamento per il conseguimento di un nuovo stato di equilibrio, è necessario entrare in contatto con il proprio modo di vedere e sentire. La realtà non può essere considerata come qualcosa di oggettivo, indipendente dal soggetto che la esperisce: è il soggetto stesso che crea, costruisce e inventa ciò che crede che esista. In altre parole, ognuno ha la propria realtà, ugualmente vera.

Per questo non possiamo generalizzare né giudicare come giusto o sbagliato, vero o falso, il punto di vista e il vissuto emotivo di una persona, qualunque esso sia, dal momento che è proprio l'osservatore che dà senso a ciò che vive, partecipando attivamente alla sua costruzione.

Il percorso psicologico porta generalmente ad un cambiamento. Cambiare significa imboccare un sentiero nuovo e percorrerlo pian piano, con pazienza e fiducia, accogliendo le difficoltà e i timori che può presentare, come quando si percorre un sentiero di montagna.

Attraverso il cammino ci si focalizza su noi stessi, sui nostri bisogni, sui nostri stati d'animo, sulle difficoltà che possiamo incontrare, sullo scoprire i propri limiti ma anche le proprie risorse. Quando si ritorna da un'uscita in montagna, si rientra a casa sempre con qualcosa di nuovo: si ritorna a casa sempre con una nuova consapevolezza utile per il proprio sé.

“Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo, ci rendiamo conto di quanto fosse pericoloso rimanere fermi.” — Roberto Benigni

La terapia induce la ripresa del “movimento” della persona. È un viaggio che porta ad una trasformazione interiore, che si percepisce in primis dalla sensazione di libertà e padronanza di sé, dovute all'aver imparato a guardarsi e ad ascoltarsi rispetto ai propri bisogni e desideri.

In questo viaggio assume particolare rilevanza la relazione terapeutica, che per la sua specifica valenza affettivo-emotiva è considerata il principale strumento di cambiamento. Il terapeuta accompagna il paziente camminandogli a fianco, ma mai al suo posto, per facilitare l'esplorazione e il dar vita a nuovi scenari che la persona sente importanti per sé.

Sì. Oltre agli incontri in studio a Pontedera e presso Be Active Studio a Fornacette, è possibile svolgere le sedute online tramite Zoom, Skype o Google Duo — comoda soluzione per chi non risiede in zona o ha esigenze di orario particolari. Anche il percorso “RESPIRA!” di gestione dello stress si svolge online, in piccoli gruppi, su piattaforma Zoom.

A tutti coloro che fanno parte del mondo dello sport: atleti dilettanti e professionisti, individuali o di squadra, allenatori, dirigenti, genitori e federazioni. Gli interventi possono riguardare la preparazione mentale (mental coaching), la promozione del benessere, la gestione psicologica del settore giovanile, la formazione dello staff tecnico e il supporto alle società e alle federazioni sportive.

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